Affrontare un intervento al seno è un percorso che coinvolge il corpo e le emozioni. In questo momento di cambiamento, non sei sola.

Presso la Sanitaria Biosana a Roma Nord, il nostro servizio di Bra Fitting (metodo di misurazione dell’abbigliamento intimo) nasce per offrirti uno spazio protetto dove sentirti ascoltata e compresa.

Beatrice Presicce, grazie alla sua preparazione come tecnico ortopedico (laureata presso la Sapienza) e la specializzazione certificata Amoena Academy (in tecniche chirurgiche e prodotti post operatori) mette competenza e sensibilità a tua disposizione per aiutarti a ritrovare il comfort e la confidenza con il tuo corpo. Che tu stia affrontando il post-operatorio di una mastoplastica additiva o il delicato percorso dopo una quadrantectomia o mastectomia, scegliere il giusto reggiseno contenitivo è il primo passo per una guarigione serena.

Ci troviamo a pochi passi dall’Ospedale San Filippo Neri (zona Ottavia): un punto di riferimento dove la tecnologia dei tessuti Amoena incontra il calore di una consulenza dedicata a te.

Bra fitter post operatoria Roma. Beatrice Presicce

Dicono di noi

Domande Frequenti sul servizio di Bra fitting post operatorio

Comprendiamo i tuoi dubbi in questa fase delicata. Ecco alcune risposte per aiutarti a vivere la convalescenza con maggiore tranquillità:

Bra fitter certificata Amoena
Cos’è il “Bra Fitting”?

Si stima che circa l’8 volte su 10 le donne indossino una taglia di reggiseno errata. Il bra fitting (letteralmente “adattamento del reggiseno”) è un servizio di consulenza personalizzato per individuare la taglia e il modello di reggiseno perfetti per il proprio corpo. Considera non solo le misure del torace, ma anche la forma del seno e la struttura fisica.
Una consulente esperta (bra fitter) procede con:

  1. La misurazione: Con l’ausilio di un metro da sarta, vengono presi i centimetri del sottoseno (la base del torace) e del seno (la parte più sporgente).
  2. Il calcolo della taglia: Tramite questi dati, si determina la taglia corretta (espressa dal numero che indica il torace, e dalla lettera che indica la coppa).
  3. La prova pratica: Vengono testati diversi modelli per capire quale si adatta meglio alla morfologia del seno e si valuta la funzionalità in conseguenza o in prospettiva di un’operazione.
Quale reggiseno è più indicato dopo l’intervento?

Non c’è un reggiseno adeguato per definizione, considerando la soggettività del corpo di ogni donna tuttavia tutte le operazioni hanno una cosa in comune: la reazione del corpo caratterizzata dal gonfiore e dal dolore. Il tuo seno ha bisogno di morbidezza e sostegno senza costrizioni pertanto consigliamo reggiseni post-operatori senza cuciture, con le spalline regolabili e con la chiusura frontale, essenziali per evitare sforzi e agevolare i movimenti delle braccia nei primi giorni dopo l’intervento. Diversi livelli di compressione consentono un uso mirato per esigenze e requisiti soggettivi, favorendo la guarigione.

Perché e per quanto tempo dovrò indossare il reggiseno post operatorio?

Considerando che è come un custode silenzioso che favorisce il corretto assestamento delle protesi e/o ricostruzione dei tessuti, il reggiseno post-operatorio ti accompagnerà giorno e notte per circa 4-6 settimane. I vantaggi del tenere così a lungo il reggiseno sono che:

  1. offre protezione del delicato tessuto cicatriziale e quindi una maturazione della ferita più rapida, migliorandone così anche l’aspetto finale;
  2. sollievo dal dolore perché, se contenuti, i tessuti feriti non sono stressati dai movimenti della quotidianità e quelli involontari tipo quelli notturni o la respirazione stessa.
  3. riduzione significativa del prurito.

Specifichiamo che ogni caso è a sé stante pertanto consigliamo di attenerti alle indicazioni dei medici specialisti che ti seguono (chirurgo/ oncologo…).

Quanto è doloroso il recupero?

Il dolore è soggettivo, ma nei primi giorni si avverte una tensione simile a un forte indolenzimento muscolare. Questi fastidi possono essere alleviati con un reggiseno postoperatorio specifico.

Perché non posso usare un normale reggiseno senza ferretto?

La corsetteria ortopedica/sanitaria ha spalline larghe per non gravare sulle spalle, assenza di cuciture sulle cicatrici e coppe più alte per coprire l’espansore o la protesi.

Dopo quanto tempo dopo l’operazione si mette la protesi esterna?

Generalmente nell’immediato post operatorio si usano le protesi “provvisorie” che sono particolarmente leggere. Circa dopo 6-8 settimane (alla guarigione completa della ferita) si comincia ad utilizzare la protesi esterna “integrale” o quella “parziale”, che può essere prescritta dallo specialista per ottenerla gratuitamente tramite ASL.

Quando potrò tornare ad indossare la mia lingerie?

La pazienza è parte della cura. Ogni fase della guarigione ha esigenze e sfide uniche. La risposta è: alla guarigione completa della ferita, quindi dopo 6-8 settimane potremo valutare insieme il passaggio ad una lingerie comune, assicurandoci che i tessuti (superficiali e non) si siano rimarginati. Dobbiamo considerare che per i primi mesi, dopo la guarigione della ferita, la pelle e le cicatrici potrebbero essere ancora molto sensibili quindi bisogna valutare nuovamente i tessuti, la chiusura e le spalline più idonee, scegliendo così se vestire un modello più comodo come quello totalmente in cotone oppure una lingerie più elegante con o senza ferretto e coppe imbottite.
Per le notti ed i momenti di relax potremo valutare un top con spalline oppure una canotta con delle protesi mammarie in tessuto.

Come e per quanto tempo dovrò curare la cicatrice post operatoria?

Dopo la fase della guarigione c’è quella della cura della cicatrice, che può durare fino a 2 anni. Se il processo rigenerativo di guarigione è disturbato possono verificarsi evoluzioni patologiche della ferita. Le cicatrici possono essere trattate dopo che la ferita è completamente chiusa e tra le varie opzioni di trattamento ci sono: terapia compressiva, fisioterapia, siliconeterapia e l’uso di vari prodotti come unguenti specifici. La compressione, in combinazione con i cerotti in silicone, è considerato il gold standard della terapia. Sfortunatamente le cicatrici non possono essere rese invisibili ma, sfruttando il loro periodo attivo, si possono migliorare nettamente l’aspetto e la funzione.

Cos’è il linfedema?

Dopo ogni intervento chirurgico al seno si sviluppa un edema. A seconda del tipo di intervento e del trattamento successivo (esempio: asportazione o danneggiamento chirurgico dei linfonodi e/o radiazioni che li danneggiano)
si può sviluppare anche un linfedema cronico ovvero una patologia caratterizzata da un accumulo di linfa che causa gonfiore persistente. Il linfedema può comparire a distanza di mesi o persino di anni dall’intervento, motivo per cui bisogna monitorare: la sensazione di pesantezza dell’arto ed il gonfiore (che può interessare il braccio, l’avambraccio, la mano e le dita come anche l’area del torace). Un intervento precoce è fondamentale. Il linfodrenaggio manuale e l’uso di tutori elastici aiutano a sgonfiare l’arto facendo riassorbire il liquido in eccesso, normalizzando e stabilizzando l’arto. Sia le sedute fisioterapiche per il linfodrenaggio in sede pubblica che i bracciali elastocompressivi possono essere prescritti dallo specialista per averli gratuitamente tramite ASL.

A cosa serve il bracciale (o manicotto) elastocompressivo?

Se l’intervento ha coinvolto l’asportazione dei linfonodi ascellari, la gestione del braccio diventa prioritaria. Il bracciale serve ad esercitare una compressione decrescente per prevenire o curare il linfedema (ristagno di liquidi e gonfiore del braccio dopo lo svuotamento ascellare). Rientra nei tutori mutuabili.

Cosa succede se mi levano il capezzolo?

Purtroppo l’asportazione del capezzolo è molto pesante al livello psicologico femminile, considerando che spesso già l’asportazione di una parte di seno
rappresenta una mutilazione. Proprio per questo offriamo una soluzione specifica per chi non ricostruirà il capezzolo chirurgicamente e per chi è in attesa di farlo: i capezzoli adesivi! Possono essere indossati su una protesi esterna (sia integrale che parziale), su una coppetta compensativa o anche direttamente sulla pelle essendo un morbido silicone autoadesivo.
Sono disponibili in 4 colori e 3 dimensioni, tutte disponibili per la prova in sede. Vengono forniti in una confezione da 2 pezzi in cui è incluso anche un flacone di detergente specifico per la pulizia.

Posso andare al mare dopo un intervento al seno?

Sì, potrai tornare al mare ma sappi che la tempistica esatta può variare in base al tipo di operazione e al tuo decorso post-operatorio. Generalmente è consigliabile attendere almeno 4-6 settimane prima di fare il bagno in mare (come in piscina) perché l’acqua e l’umidità possono interferire con la cicatrizzazione e aumentare il rischio di infezioni sulle ferite ancora fresche. Ti consigliamo di applicare sempre una crema con fattore di protezione SPF 50+ e di evitare il sole diretto: meglio coprirla totalmente nelle prime settimane. Ricordati di evitare sforzi come il nuoto o il carico di borse finché il medico non te lo consentirà.

Esistono agevolazioni per l’acquisto? La protesi mammaria esterna ed il reggiseno sono mutuabili?

La protesi in silicone è interamente dispensata dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) tramite prescrizione dello specialista (chirurgo od oncologo pubblico) che riporta diagnosi e codici ISO specifici (aggiornati all’ultimo nomenclatore regionale). Per i reggiseni, i costumi e le protesi da acqua la rimborsabilità varia a seconda delle delibere regionali e purtroppo nel Lazio non sono mutuabili; sono detraibili con il codice fiscale essendo dispositivi medici dotati di marchio CE e, se è già stata riconosciuta l’invalidità al 100%, si può agevolare l’IVA sull’acquisto passando dal 22% al 4%, riducendo il prezzo finale.

Quali documenti servono per avere la protesi con l’ASL?

Non temere, ti aiutiamo noi! Ecco la nostra guida step-by-step:

  1. Tutto parte dall’impegnativa del medico specialista (chirurgo/oncologo pubblico) con scritta diagnosi e codici ISO della protesi.
  2. Questa prescrizione va portata in sanitaria, da cui verrà generato un preventivo. Potremo mandare noi la documentazione alla tua ASL di appartenenza tramite una delega (da te firmata in sede) purché porti con te la tua tessera sanitaria e la carta d’identità. Potrai mandarci questa documentazione anche via mail se preferisci.
  3. Dopo i dovuti accertamenti (circa 10-15 giorni lavorativi) la ASL ci darà l’autorizzazione per consegnarti la tua nuova protesi gratuitamente; verrai quindi convocata su appuntamento.

Per maggiori chiarimenti saremo sempre a tua disposizione!

Ogni quanto tempo posso rinnovare la protesi gratuita?

I tempi di rinnovo previsti dal Nomenclatore Tariffario regionale sono specificati in base al tipo di protesi (12-18 mesi). Nel caso di danneggiamento o usura anticipata si può comunque richiedere nuova rifacendo la pratica da capo specificando la precedente non sia più utile.

Per richiedere ulteriori informazioni non esitare a contattarci.

Chiama lo 06 3383321.

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Per maggiori info, compila il form sottostante, o inviaci una email a: presicce.biosana@libero.it

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    Ci trovi a Roma nord in Via Trionfale 9550, a pochi metri dall'Ospedale San Filippo Neri.

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